La Mediterranea-Calabro-Lucane
Nel 1915 la società assunse la nuova denominazione di "Società Mediterranea per le Ferrovie Calabro Lucane (MCL), e intraprese la costruzione di 1271 km di linee a scartamento 950 mm; 203 km di ferrovia sarebbero stati realizzati interponendo una terza rotaia sulla sede a scartamento ordinario.
Il piano prevedeva, ma in forte ritardo, la realizzazione di una rete che avrebbe collegato le maggiori località della Calabria, della Lucania ed in parte della Puglia, con qualche puntata in Campania, lungo l'asse Bari - Gravina - Potenza - Lagonegro - Spezzano Albanese - Cosenza - Catanzaro - Gioia Tauro, con varie diramazioni trasversali ed opere di ardita ed alta ingegneria ferroviaria.
Nel 1926 comunque ci si rese già conto dell'inutilità di un piano così ambizioso, ormai non più adeguato alle esigenze dei tempi: i percorsi erano tortuosissimi, le velocità estremamente basse e i tratti a cremagliera riducevano la potenzialità di molte linee; a ciò si aggiungeva l'impossibilità di un'interazione con la rete a scartamento ordinario già esistente. Si decise allora di ridimensionare il tutto completando soltanto le tratte i cui lavori erano già iniziati. Anche questa decisione fu tuttavia concretizzata in maniera lenta e frammentaria. Nel 1934 vennero sospesi del tutto i lavori di costruzione: risultarono così in esercizio 765 km complessivi di ferrovie, quasi del tutto scollegate tra loro e con traffico pertanto limitato localmente e quindi di scarsissima redditività.
